Racconto numero 5

Neon Motel Sign and Arrow

MONICA

 

Paga tu la camera, io ne approfitto per farmi una doccia.

L’uomo rimase in silenzio.

Il portiere mi conosce, non ti farà problemi.

Va bene – furono le uniche parole che pronunciò lui prima di uscire.

La porta della camera 326 si chiuse e lei rimase in silenzio, ancora sdraiata sul letto, ad ascoltare i passi dell’uomo allontanarsi nel vialetto. Lo immaginò all’ingresso del piccolo motel dove probabilmente, con uno sguardo di intesa con il portiere di turno, avrebbe pagato il conto della camera.

Questa volta non era stato nemmeno tanto faticoso: l’uomo si era dimostrato riservato e educato, a volte quasi timido. Un uomo normale pensò Monica, magari con dei figli ad aspettarlo a casa ed una moglie a cui avrebbe sicuramente raccontato la solita storia della cena d’ufficio finita tardi. “Sai come vanno queste cose cara: bisogna accontentare il cliente” e la poveretta avrebbe finito per riscaldargli anche la cena. Un uomo normale, appunto.

Andava benissimo così: quella sera Monica non aveva proprio voglia di frustini, manette o stivali da leccare, non aveva voglia di ridicolizzare avvocati in auge con un io più piccolo del loro membro o fingersi una dodicenne per un vecchio maiale mascherato da gentiluomo. No, quella sera aveva voglia di tornare a casa presto. Continua a leggere

Annunci

Livelli di Intimità -prima parte-

a41b7b5a14658420b77d6c93f55bda39_amore-coppia-sguardi-tenerezza

In questo periodo sto leggendo “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman. Non l’ho ancora terminato quindi non sono qui per scrivere una recensione o un parere critico sul testo, ne tanto meno sono qui per citare alcune frasi ad effetto che ho letto. Mi verrebbe da dire che quello che mi sta spingendo a scrivere questo articolo è la riflessione che la lettura di questo romanzo ha fatto scattare in me, i pensieri che si sono sovrapposti nella mia testa ed hanno creato una sorta di idea primordiale. Insomma lo scopo ultimo della lettura. Comunque, andiamo con ordine…

Il romanzo in questione, per chi non lo conoscesse, è un romanzo epistolare e tratta di una corrispondenza tra un uomo ed una donna. Nulla di strano se ci si fermasse qui, ma la particolarità della loro relazione è il fatto che, entrambi, non sentono il bisogno di conoscere fisicamente l’altro/a (per lo meno all’inizio). Il loro rapporto è, appunto, solo epistolare e quindi si muove su livelli ideali, lontani da quelli che possono essere i canoni standard di una relazione a cui siamo abituati oggi giorno. In parole povere, e senza tediarvi troppo, la lettura di questo libro assomiglia molto alla lettura di un diario  dove i pensieri e le emozioni dei protagonisti sono trasportate su carta senza il minimo filtro. Continua a leggere

Abbiamo bisogno di eroi, ma…

Vale-impennaQualche settimana fa stavo guardando il MotoGP. Lo ammetto: la voce di Guido Meda con la battaglia corpo a corpo dei centauri in pista ha un fascino a cui difficilmente riesco a resistere (è la mia parte da medio-man…abbiate pazienza). Nello specifico si trattava del Gran Premio di Spagna vinto da Valentino Rossi davanti a Lorenzo e Marquez, gli stessi che l’anno precedente hanno condizionato, in modo più o meno eclatante, il risultato finale della classifica a punti. Ma, lasciamo perdere sterili polemiche…Tornando a noi e tornado al Gran Premio di Spagna, ho cominciato a pensare che il pilota pesarese (e non importa se uno è tifoso oppure no) rappresenti la figura di un eroe come non ero abituato a vederne da tanto tempo. Un eroe che ha davvero poco da invidiare a quelli che abbiamo imparato a conoscere sui libri o nei film di storia, prima, e nei fumetti della Marvel poi. Prima di tutto perché lo si vede in pista da più di vent’anni (e questo già sarebbe un ottimo lasciapassare per la beatificazione sportiva) ma soprattutto perché è passato dalle stelle alle stalle (quando passò in Ducati nel 2011) per poi tornare alle stelle. Questo ha qualcosa di atavico per chi osserva dal divano le sue gesta. Lo spettatore, o il tifoso, comincia a sviluppare una sorta di empatia verso di lui (o verso l’eroe) e gioisce insieme a lui per i suoi successi e soffre insieme a lui per le sue sconfitte. E’ stato così per molti sportivi famosi, basti ricordare Senna, o Alberto Tomba durante le Olimpiadi del 1988. Micheal Schumacher potrebbe essere un altro esempio. Yuri Chechi potrebbe essere un altro oppure Micheal Jordan e via dicendo…mi fermo qui ma la lista potrebbe durare paragrafi e paragrafi. Tutto questo per dire che, come in un romanzo, il tifoso-lettore segue con attenzione le gesta del protagonista e le sue vicissitudini. Per questo, guardando le gesta di Valentino Rossi di domenica scorsa, l’associazione mi è venuta automatica.  Continua a leggere

Racconto numero 4

penna-stilografica

IL FOGLIO E LA PENNA

Le dita rugose della donna stringevano, ormai senza tanta convinzione, la penna che anni prima le regalò la figlia. L’orologio si apprestava a battere il mezzogiorno e la donna, come da consuetudine, si mise a sedere al tavolo della veranda, prese carta e penna e decise di provarci anche quel giorno. Il foglio la guardava dritta negli occhi e nella sua staticità sembrava beffarsi della donna. La penna, dal canto suo, era fredda alle dita di lei e sulla sua punta era ormai visibile una crosta di inchiostro. A suo tempo era stata proprio una bella penna: nera con delle eleganti finiture d’oro a delinearle le forme. Stilografica come piaceva a lei. D’altra parte la figlia conosceva bene i gusti della madre. Ma ora, stretta in quella mano, sembrava voler urlare pur di poter tornare a scrivere anche solo una parola. Una leggera brezza faceva vibrare all’unisono sia i capelli bianchi della donna sia la vecchia tovaglia di lino bianco che copriva il tavolo mentre il sole, facendosi strada tra i verdi platani, le massaggiava i palmi delle mani. Per la donna era una sensazione piacevole stare lì seduta a godersi quei momenti. Continua a leggere