Un mondo senza dio

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Ci stavo pensando alcuni giorni fa quando, per poter incorniciare in un mondo fantasy una storia che mi è venuta in mente, ho creato un sistema socio-politico senza alcuna religione. Nel farlo mi sono reso conto che, in effetti, da quando l’uomo ha messo piede sulla Terra, è una condizione che non è mai esistita. Un mondo senza alcuna religione, senza un dio al quale rivolgere le nostre preghiere, senza un lume in fondo a quel tunnel che di solito chiamiamo vita no, non c’è mai stato. Nel creare il mio mondo non mi sono chiesto come mai l’uomo senta il bisogno di una divinità sopra la sua testa come elemento essenziale della sua vita (non sono un sociologo e nemmeno uno storico, non sarei in grado di trovare una risposta ad una domanda così grande) ma, bensì, mi sono domandato come sarebbe la vita di tutti i giorni senza luoghi di culto, senza preghiere, senza i principi che stanno alla base delle attuali religioni. Ho pensato ai contro di una società priva di religione…ed ho pensato ai pro. E nei pro, nei benefici che l’uomo potrebbe avere in un tale sistema, non ho potuto fare a meno di pensare al fatto che molte guerre, molte divergenze tra popoli, indipendentemente dallo schieramento dal quale volete vedere la situazione, si sarebbero potute evitare o, forse addirittura, nemmeno cominciare.

E con questi pensieri in testa che mi sono svegliato questa mattina e, una volta arrivato al lavoro ed acceso il pc per controllare la posta come faccio abitualmente, mi ritrovo in prima pagina i drammatici avvenimenti di Nizza. Continua a leggere

Livelli di Intimità -seconda parte-

originalStavamo dicendo…

Dopo aver analizzato, o elencato, quelli che secondo me sono i principali livelli di intimità all’interno di una coppia (leggi l’articolo precedente a questo LINK), oggi affronterò il livello più arduo, quello che, sempre secondo me, tutte le persone hanno ma che pochi condividono…se non parzialmente. Questo è un pensiero, come detto la volta precedente, che ho sviluppato durante la lettura del libro “Che tu sia per me il Coltello” di David Grossman. In questo romanzo il protagonista, Yair, dopo aver visto una donna stringersi nelle proprie braccia come a volersi isolare dal resto del gruppo che la accompagnava, decide di cominciare una relazione epistolare con lei per il solo fatto di sentirla affine.  Questo è il pretesto per cominciare la traduzione di un flusso di coscienza che il protagonista ha e che, in tutti i modi, cerca di tradurre in parole scrivendo pagine e pagine di lettere. Nel romanzo in questione, la donna risponde alla chiamata di Yair e, in effetti, si dimostra realmente per come il protagonista l’aveva percepita nel primo incontro. Questo è stato il casus belli, se così posso dire, che ha portato alla luce la mia piccola riflessione sui livelli di intimità e che oggi proseguirò in questo articolo. Continua a leggere

Livelli di Intimità -prima parte-

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In questo periodo sto leggendo “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman. Non l’ho ancora terminato quindi non sono qui per scrivere una recensione o un parere critico sul testo, ne tanto meno sono qui per citare alcune frasi ad effetto che ho letto. Mi verrebbe da dire che quello che mi sta spingendo a scrivere questo articolo è la riflessione che la lettura di questo romanzo ha fatto scattare in me, i pensieri che si sono sovrapposti nella mia testa ed hanno creato una sorta di idea primordiale. Insomma lo scopo ultimo della lettura. Comunque, andiamo con ordine…

Il romanzo in questione, per chi non lo conoscesse, è un romanzo epistolare e tratta di una corrispondenza tra un uomo ed una donna. Nulla di strano se ci si fermasse qui, ma la particolarità della loro relazione è il fatto che, entrambi, non sentono il bisogno di conoscere fisicamente l’altro/a (per lo meno all’inizio). Il loro rapporto è, appunto, solo epistolare e quindi si muove su livelli ideali, lontani da quelli che possono essere i canoni standard di una relazione a cui siamo abituati oggi giorno. In parole povere, e senza tediarvi troppo, la lettura di questo libro assomiglia molto alla lettura di un diario  dove i pensieri e le emozioni dei protagonisti sono trasportate su carta senza il minimo filtro. Continua a leggere

Abbiamo bisogno di eroi, ma…

Vale-impennaQualche settimana fa stavo guardando il MotoGP. Lo ammetto: la voce di Guido Meda con la battaglia corpo a corpo dei centauri in pista ha un fascino a cui difficilmente riesco a resistere (è la mia parte da medio-man…abbiate pazienza). Nello specifico si trattava del Gran Premio di Spagna vinto da Valentino Rossi davanti a Lorenzo e Marquez, gli stessi che l’anno precedente hanno condizionato, in modo più o meno eclatante, il risultato finale della classifica a punti. Ma, lasciamo perdere sterili polemiche…Tornando a noi e tornado al Gran Premio di Spagna, ho cominciato a pensare che il pilota pesarese (e non importa se uno è tifoso oppure no) rappresenti la figura di un eroe come non ero abituato a vederne da tanto tempo. Un eroe che ha davvero poco da invidiare a quelli che abbiamo imparato a conoscere sui libri o nei film di storia, prima, e nei fumetti della Marvel poi. Prima di tutto perché lo si vede in pista da più di vent’anni (e questo già sarebbe un ottimo lasciapassare per la beatificazione sportiva) ma soprattutto perché è passato dalle stelle alle stalle (quando passò in Ducati nel 2011) per poi tornare alle stelle. Questo ha qualcosa di atavico per chi osserva dal divano le sue gesta. Lo spettatore, o il tifoso, comincia a sviluppare una sorta di empatia verso di lui (o verso l’eroe) e gioisce insieme a lui per i suoi successi e soffre insieme a lui per le sue sconfitte. E’ stato così per molti sportivi famosi, basti ricordare Senna, o Alberto Tomba durante le Olimpiadi del 1988. Micheal Schumacher potrebbe essere un altro esempio. Yuri Chechi potrebbe essere un altro oppure Micheal Jordan e via dicendo…mi fermo qui ma la lista potrebbe durare paragrafi e paragrafi. Tutto questo per dire che, come in un romanzo, il tifoso-lettore segue con attenzione le gesta del protagonista e le sue vicissitudini. Per questo, guardando le gesta di Valentino Rossi di domenica scorsa, l’associazione mi è venuta automatica.  Continua a leggere