Racconto numero 2

800

LEI

La sua camicia è una macchia bianca sul letto. Lei la ignora: infila nel cassetto la biancheria pulita, mette la borsa nuova sul ripiano più alto dell’armadio, apre la finestra e cambia aria alla stanza. Va a sedersi davanti allo specchio. Si sente bella oggi, sembra quasi che il trucco di ieri sera le sia rimasto addosso. Raggiunge il letto. Prima sfiora il colletto e accarezza le maniche, poi se la preme sul naso, sulla bocca. Sorride mentre inspira il profumo proveniente da quella camicia e si sente un po’ stupida, ma felice. Apre l’armadio e cerca una stampella libera. Si sforza di non guardare il telefono anche se sa che è lì sul comodino.

La serata appena trascorsa sarà difficile da dimenticare. Decide che non il momento di perdersi in inutili pensieri e quale rimedio migliore se non le faccende domestiche? Il piccolo bilocale, acquistato grazie ad un mutuo vitalizio, è il suo piccolo regno e ci tiene a vederlo sempre in ordine e ben curato. Raggiunge il soggiorno e, anche lì, spalanca le finestre. L’aria di primavera invade la casa con tutte le sue fragranze e i suoi rumori regalandole una sensazione di benessere. Ama questa stagione e pensa che potrebbe essere la giornata ideale per fare un po’ di jogging al parco questo pomeriggio. E’ un buon piano: prima pulizie in casa e poi attività fisica all’aperto. Sarebbe riuscita sicuramente a non pensarci per un po’…
Continua a leggere

Annunci

Racconto Numero 1

iStock_000038125284_Large

NON E’ SUCCESSO NIENTE

Mi hanno svegliata. Sono bastati pochi attimi per capire il motivo del mio risveglio e per dare un senso alle voci ovattate che arrivano alle mie orecchie.

– Hai trasformato questa casa in un inferno, lo capisci?

La voce di mia mamma trema nel tentativo di ricacciare indietro un pianto che le monta dentro.

– Stai zitta, stai zitta una buona volta!

Mio padre è seduto in poltrona, non ho bisogno di vederlo per sapere di avere ragione, lo sguardo fisso verso il televisore e la mano ad impugnare la solita bottiglia di birra. La porta di camera mia è socchiusa, non riuscirei a dormire altrimenti. Dallo spiraglio filtra una luce azzurra proveniente dal televisore in soggiorno. Mi giro su un fianco, allungo una mano verso il comodino dove ho lasciato il cellulare. Quando premo il tasto HOME la luce del display illumina per un attimo la stanza. Le 2:34, l’orario preferito dai miei. Continua a leggere