Livelli di Intimità -seconda parte-

originalStavamo dicendo…

Dopo aver analizzato, o elencato, quelli che secondo me sono i principali livelli di intimità all’interno di una coppia (leggi l’articolo precedente a questo LINK), oggi affronterò il livello più arduo, quello che, sempre secondo me, tutte le persone hanno ma che pochi condividono…se non parzialmente. Questo è un pensiero, come detto la volta precedente, che ho sviluppato durante la lettura del libro “Che tu sia per me il Coltello” di David Grossman. In questo romanzo il protagonista, Yair, dopo aver visto una donna stringersi nelle proprie braccia come a volersi isolare dal resto del gruppo che la accompagnava, decide di cominciare una relazione epistolare con lei per il solo fatto di sentirla affine.  Questo è il pretesto per cominciare la traduzione di un flusso di coscienza che il protagonista ha e che, in tutti i modi, cerca di tradurre in parole scrivendo pagine e pagine di lettere. Nel romanzo in questione, la donna risponde alla chiamata di Yair e, in effetti, si dimostra realmente per come il protagonista l’aveva percepita nel primo incontro. Questo è stato il casus belli, se così posso dire, che ha portato alla luce la mia piccola riflessione sui livelli di intimità e che oggi proseguirò in questo articolo.

22Oltre l’incontro, oltre all’attrazione sessuale che ci può essere tra due persone, oltre a quello che ho io ho definito il livello del bagno e, infine, dopo il livello progettuale che si crea quando decidiamo di cedere un pezzo della nostra libertà al nostro/a partner, credo che arrivi quello che, a ragion veduta, si possa definire come livello del diario. Per capirci: immaginate di poter scrivere tutto quello che vi passa per la testa con la certezza che nessuno, ne ora ne mai, potrà leggere quanto da voi scritto e che, comunque sia, le vostre parole non saranno in grado di causare danni o conseguenza alcuna. Immaginate di non avere più tabù sociali, vincoli o restrizioni, di potervi sentire liberi di lasciar correre nella maniera più libera ed indiscriminata il vostro io più vero. Immaginate di non dovervi più preoccupare dell’opinione altrui, ne di quello che potrebbero pensare gli altri riguardo le vostre idee, parole o azioni. Immaginate di trovarvi in uno stato di assoluta libertà mentale senza la necessità di utilizzare quei filtri che siamo abituati ad usare in ogni circostanza, con i nostri amici, famigliari, al lavoro o con il nostro/a partner. Immaginate tutto questo ed altro ancora…

Se un persona dovesse riuscire davvero a raggiungere questo tipo di libertà mentale, si troverebbe nella condizione ideale di poter tradurre i propri pensieri nella maniera più vera e fedele possibile; si arriverebbe ad una sorta di simbiosi tra quello che si pensa e quello che si espone. Siate sinceri: tutto questo, nella vita di tutti i giorni, quante volte accade? Allora sono andato un po’ indietro nel tempo e mi sono chiesto quando, almeno nella mia piccola esperienza personale, si fosse verificata una situazione simile, quella sorta di illuminazione che mi lasciasse libero di essere quello che realmente sono. Spulciando un po’ tra le macerie dei miei ricordi, è saltato fuori un periodo nel quale avevo provato a tenere un diario, un libro nel quale annotare pensieri ed esperienze. Non so che fine abbia fatto quel quaderno, non so nemmeno se sia servito veramente o abbia avuto una sorta di funzione nella mia crescita personale ma, nonostante questo, mi ricordo la sensazione che avevo mentre scrivevo, quella sensazione di sentirsi isolato dal mondo esterno e libero di poter esprimere su carta qualsiasi mio pensiero, anche il più cattivo o quello socialmente discutibile. Per questo motivo ho dato il nome diario a questo livello di intimità perché penso che la scrittura sia la forma d’arte che, rispetto a tutte le altre, permetta di avvicinarsi a quella sincerità profonda di cui sto parlando.

pierre-boulezA differenza, infatti, della musica o della pittura che lasciano intendere una sensazione o un’emozione, nella scrittura il concetto è riportato in maniera fedele senza possibilità di fraintendimenti da parte di chi legge (a meno che non si voglia tradurre il testo ed allora si andrebbe incontro ad un possibile errore di traduzione come quando si giocava al telefono senza fili alle elementari…ma questo è un altro discorso). Il musicista, ad esempio, può comporre una melodia che possa, a parer suo, trasmettere quel preciso stato d’animo o quella sfumatura del suo spirito che in quel preciso momento sta vivendo. Ma l’ascoltatore, pur essendo la musica un linguaggio universale, tradurrà quella melodia in una sua emozione, in un suo stato d’animo che non è detto sia uguale a quello del compositore. Lo scrittore, invece, traduce un suo pensiero attraverso le parole ed ognuna di quelle parole ha un significato unico ed inequivocabile. Il lettore, quindi, si troverà davanti agli occhi esattamente quello che lo scrittore voleva dire, con le parole scelte in maniera tale che il pensiero originale possa essere riportato nella maniera più fedele possibile. E’ per questo che, chi scrive, dice sovente di scegliere le parole con molta cautela.

Dopo aver spiegato cosa intendo per livello del diario, credo che ora capirete perché lo intenda come il massimo livello di intimità. Se, invece, non lo avete ancora capito facciamo un veloce esperimento. Prendete un foglio, scrivete tutto quello che pensate della vostra attuale relazione o di quella che avete appena concluso. Scrivete con la convinzione che il vostro/a partner non legga mai quello che state riportando su quel foglio. Immagino che nella vostra testa si stia già delineando una sorta di pensiero, o dei pensieri, che potreste mettere su carta ma, credo anche, che quei pensieri li abbiate sempre tenuti per voi, come congelati in una sorta di limbo personale e, se costretti ad esporli (magari in una lite o in una discussione), magari li avete filtrati, addolciti. Capite ora perché intendo il livello del diario un livello di intimità?

All’inizio dell’articolo ho detto che molte persone non vogliono condividere questo tipo di intimità. Lo penso realmente e, anzi, credo che sia positivo e necessario tenere un pezzo del proprio essere solo per noi, una sorta di cassaforte emotiva nel quale serbare i nostri pensieri più profondi. Ma, se da una parte lo trovo positivo e necessario, penso anche che questa sorta di cassaforte possa essere vista come un pericolo se, giorno dopo giorno, le permettiamo di prendere sempre più spazio concedendole di assimilare pensieri sempre meno profondi. Così facendo, ed estremizzando il discorso, si arriverebbe ad un isolamento emotivo che potrebbe sfociare in una chiusura totale verso il mondo esterno.

Forse ha ragione Yair quando dice che solo in una non-realtà, in un rapporto che fugga alle normali regole sociali, ci possa essere un rapporto così profondo da arrivare a scoprire perfino gli angoli più bui dell’animo umano.

Annunci

11 pensieri su “Livelli di Intimità -seconda parte-

  1. Articolo interessante, pensiero interessante. Ho “Che tu sia per me il coltello” sulla mensola da un po’ di tempo, ma ancora non l’ho cominciato. Dopo queste riflessioni rientrerà nelle mie letture prioritarie. Quante volte si raggiunge nella vita il livello “diario”? Forse una, se si è fortunati. Credo sia davvero possibile trovare quel tipo di intimità, e affinità, con una persona, e anche trovandola si incorrerebbe in un isolamento verso l’esterno non indifferente. Immagina di avere un rapporto profondo con un’altra persona, non ti sentiresti quasi “obbligato” a proteggere tale rapporto “giustificandolo” alle persone esterne?

    Liked by 1 persona

    • Si, concordo.
      Credo che già arrivare al quarto grado, quello di una progettualità comune, sia un grosso successo per una coppia. Se poi si arriva a toccare anche il livello diario, beh, in quel caso rasentiamo la perfezione anche se ti devo confessare che, mentre scrivevo l’articolo pubblicato oggi, mi sono chiesto più volte se la condivisione di questo livello di intimità, ossia di quello che io chiamo diario, sia realmente positivo all’interno di una relazione.
      Comunque si, lo proteggerei fino all’ultimo…

      Mi piace

  2. Immaginate di poter scrivere tutto quello che vi passa per la testa con la certezza che nessuno, ne ora ne mai, potrà leggere quanto da voi scritto e che, comunque sia, le vostre parole non saranno in grado di causare danni o conseguenza alcuna.

    Impegnativo direi.

    Liked by 1 persona

  3. Interessante il livello d’intimità “diario”. Io credo che quasi tutte le cose che uno scriverebbe solo su pagine segrete debbano restare sempre e comunque di dominio personale, e nemmeno in una coppia vadano condivise fino in fondo: dopotutto una coppia non è una fusione ma una relazione tra un uomo e una donna. In amore e nell’amicizia ho cercato varie volte la trasparenza reciproca e non mi ha mai giovato; forse quelli in cui bisogna sempre dirsi tutto sono rapporti senza stima e fiducia.

    Liked by 1 persona

    • Anche col proprio partner in cui hai un rapporto di trasparenza e confidenza , qualcosa deve rimanere non detto, anche poco, ma ci deve stare. In amicizia uguale. È difficilissimo dirsi tutto quello che ti passa e vorresti dire.Se ho provato a farlo, come dici tu, pecchi di essere troppo diretta e qualcosa può dar fastidio.

      Liked by 1 persona

      • Credo abbiate ragione entrambi, sia tu Tiziana che Matteo prima di te. Il quinto livello di intimità, il “diario”, è un livello puramente concettuale, tanto è vero che non credo si potrebbe raggiungere all’interno di una relazione canonica (pur sana che sia quest’ultima).

        Mi piace

  4. ciao, ho letto per completezza del discorso anche la prima parte. Interessante. Interessante che sia un uomo a farsi certe domande e soprattutto ad aver trovato le risposte. Tu parli di amore vero, quello che per gradi cresce si trasforma in rapporto consolidato guarendo da timidezze e insicurezze diventando e liberando la sua vera essenza. E’ solo questo l’amore, l’ultimo descritto, ciò che non ci si avvicina in realtà è solo un surrogato. Parli di livelli di intimità. Sono i segreti raccontati con gli occhi a tradire quel desiderio di farsi conoscere che le parole non devono scalfire, quella serenità di sentirsi capiti scelti nonostante i difetti, le imperfezioni…
    mi piace l’idea del diario, che poi nient’altro è se non estrema sincerità.

    Liked by 1 persona

    • Che belle parole…
      Mi è piaciuto molto il passaggio dove dici “quella serenità di sentirsi capiti, scelti nonostante i difetti”. E’ vero, quella è la sensazione dominante quando si vive una relazione “sana”, positiva.
      Perché ti sorprende che sia un uomo a pensare a queste cose? Abbiamo sentimenti anche noi, cosa credete?!?! Eh eh

      Liked by 1 persona

      • Sui sentimenti non ho dubbi, ma spesso siete ermetici. Sono una donna e ragiono da donna, l’uomo non segue lo stesso percorso. Semplifica dove io complico e viceversa. Sui modi sono certa si resti profondamente diversi per fortuna sui contenuti no, specie se il sentimento prende il sopravvento e lascia essere “veri”. Sono davvero convinta si sia complementari e nulla di più energizzante.

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...