Abbiamo bisogno di eroi, ma…

Vale-impennaQualche settimana fa stavo guardando il MotoGP. Lo ammetto: la voce di Guido Meda con la battaglia corpo a corpo dei centauri in pista ha un fascino a cui difficilmente riesco a resistere (è la mia parte da medio-man…abbiate pazienza). Nello specifico si trattava del Gran Premio di Spagna vinto da Valentino Rossi davanti a Lorenzo e Marquez, gli stessi che l’anno precedente hanno condizionato, in modo più o meno eclatante, il risultato finale della classifica a punti. Ma, lasciamo perdere sterili polemiche…Tornando a noi e tornado al Gran Premio di Spagna, ho cominciato a pensare che il pilota pesarese (e non importa se uno è tifoso oppure no) rappresenti la figura di un eroe come non ero abituato a vederne da tanto tempo. Un eroe che ha davvero poco da invidiare a quelli che abbiamo imparato a conoscere sui libri o nei film di storia, prima, e nei fumetti della Marvel poi. Prima di tutto perché lo si vede in pista da più di vent’anni (e questo già sarebbe un ottimo lasciapassare per la beatificazione sportiva) ma soprattutto perché è passato dalle stelle alle stalle (quando passò in Ducati nel 2011) per poi tornare alle stelle. Questo ha qualcosa di atavico per chi osserva dal divano le sue gesta. Lo spettatore, o il tifoso, comincia a sviluppare una sorta di empatia verso di lui (o verso l’eroe) e gioisce insieme a lui per i suoi successi e soffre insieme a lui per le sue sconfitte. E’ stato così per molti sportivi famosi, basti ricordare Senna, o Alberto Tomba durante le Olimpiadi del 1988. Micheal Schumacher potrebbe essere un altro esempio. Yuri Chechi potrebbe essere un altro oppure Micheal Jordan e via dicendo…mi fermo qui ma la lista potrebbe durare paragrafi e paragrafi. Tutto questo per dire che, come in un romanzo, il tifoso-lettore segue con attenzione le gesta del protagonista e le sue vicissitudini. Per questo, guardando le gesta di Valentino Rossi di domenica scorsa, l’associazione mi è venuta automatica. 

Ovviamente non stiamo parlando del solo campo sportivo. Nel campo artistico troviamo lo stesso meccanismo, basti pensare al nostro cantante preferito per il quale siamo disposti a spendere cifre esorbitanti per assistere ad un suo concerto, oppure al nostro autore preferito che ci obbliga ad acquistare il suo libro il giorno stesso in cui viene presentato per la prima volta. Oppure, per concludere questa rapida carrellata, il nostro amato regista che ci porta a passare interminabili ore in coda per assistere alla prima proiezione. Potremmo vivere altrimenti? Ovviamente no. Allora ho capito una cosa, un qualcosa che mi vagava per la testa da tanto tempo ma che solo in questo momento sono riuscito a mettere a fuoco ed è il fatto che la gente ha bisogno di eroi. Per questo abbiamo inventato i VIP, i personaggi famosi: proiettiamo su di loro le nostre ansie e paure per poterle esorcizzare e ci immedesimiamo in loro durante i momenti di gloria. Lo abbiamo fatto fin dai tempi di Ulisse, quando lo abbiamo seguito per anni intorno al mondo affrontando le imprese più disparate, abbinando forza ed intelligenza per poter affrontare qualsiasi tipo di avversità.

Ma, purtroppo, tutto questo è pura illusione…

conte-montecristo-depardieuNonostante questa nostra capacità innata di trovare eroi tutti i giorni (basti pensare a quante persone riescano a diventare famose in poche ore grazie al web o al solo passa-parola) i conti non tornano: i VIP moderni mancano di una caratteristica che non potrà mai elevarli ad eroi. Mi sono chiesto, allora, quale sia la differenza sostanziale tra un VIP, un eroe moderno, ed un eroe a tutto tondo, come poteva essere Edmond Dantès nel Conte di Montecristo oppure Anna Karenina di Tolstoj. La risposta credo sia la mancanza di empatia (cosa che tra l’altro vale in entrambe le direzioni). Da parte loro, i VIP non nutrono alcuna volontà (e capacità) di poter provare le nostre emozioni di comuni mortali ma vivono nello loro status di persone privilegiate, addirittura reclamando il loro prestigio nel caso questo dovesse subire delle leggere flessioni. Dal canto nostro, siamo impossibilitati a capire cosa passi nella testa di un eroe-moderno (leggesi VIP) perché la loro vita, il loro mondo, sono così distanti da noi, così estranei alle nostre abitudini, relazioni o routine, da essere totalmente incomprensibili.

Può dunque un eroe-moderno ricoprire o essere eletto al ruolo di eroe? Non credo, credo piuttosto che l’eroe moderno possa far nascere nella mente delle persone che lo ammirano solo invidia e speranza, ossia la speranza che la sua fama possa far splendere tutte le altre persone che gli orbitano intorno. La nostra proiezione nei loro confronti, purtroppo, si ferma alla frase di “come sarebbe bello se…” ma non instilla in noi nessun senso di imitazione, di esempio, non eleva la nostra personalità ed il nostro spirito ed, anzi, ci annichilisce insinuando il dubbio che la nostra esistenza sia meno degna della loro.

1 (1)L’altro giorno mi sono imbattuto in questa foto: è la foto di un papà americano (un ragazzo di 28 anni di nome Josh, che abita in Kansas) che per far sentire meno solo e diverso il suo bambino appena operato al cervello, ha deciso di farsi tatuare un cicatrice identica a quella del suo piccolo. E’ questo che intendo per eroe a tutto tondo, un eroe a cui la capacità primaria non manca, che non è privo di empatia e che possa far nascere nelle persone che guardano (o leggono) le sue gesta, un spirito di imitazione, che possa fungere da esempio. Abbiamo bisogno di questo tipo di eroi, e non di follower su instagram o giovani cantanti in erba capaci, grazie ad una campagna-marketing perfetta, di riempire stadi interi con ragazzi e ragazze urlanti solamente perché il VIP di turno ha preso in mano il microfono e urlato “Mi sentite?!”. Abbiamo bisogno di qualcosa di meglio, meritiamo di meglio perché sono convinto che siamo migliori di come ci percepiamo oggi come oggi.

Qualcuno di molto più famoso di me disse “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Ecco, credo che dovremmo tornare a chiudere gli occhi ed imparare a scegliere i nostri VIP (leggesi eroi) in base a parametri differenti.

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Un pensiero su “Abbiamo bisogno di eroi, ma…

  1. Mi trovi pienamente d’accordo!
    Milioni di volte mi sono ritrovata a fare questo ragionamento per i fatti miei e sono arrivata alla conclusione che i VIP hanno solo uno scopo: intrattenere il pubblico! Per questo sono ostinatamente contraria ai loro “stipendi” da capogiro e a tutte quelle lodi che i fan gli riservano!
    Per me sono solo spettacolo e niente di più …
    Perchè la vita è un’altra cosa … E gli eroi sono ben altri!
    Quindi, perchè farsi in quattro per un VIP? Io non lo capisco!

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