Scrivere – consigli per gli acquisti –

$T2eC16JHJGsFFMkL3YL-BRU(vBHQGw--60_35Non credo ci sia un momento preciso in cui una persona decida di mettersi a scrivere, ma sicuramente si può identificare un periodo o una zona della propria vita dove si sente il bisogno di portare ad un livello superiore le proprie conoscenze o le proprie “skill” (passatemi l’inglesismo) di scrittore. A me è successo quando, molti anni fa, ho deciso di iscrivermi ad un corso di scrittura creativa. E’ successo per caso, trovando una locandina sulla metro, visitando il sito riportato su quella locandina e spedendo, infine, una mail per l’iscrizione. Cosa mi abbia spinto ad iscrivermi al corso, razionalmente, non lo so dire. Posso solo accettare il fatto che dentro di me era scattato un meccanismo che mi obbligava a studiare, ad investire del tempo e delle energie, in una passione che fino a quel momento avevo solo considerato come un semplice hobby (con tutto il rispetto per gli hobbies). Come poi sia andato il corso, e quali aspettative abbia deluso, beh…quella è un’altra storia. Dopo quel corso, o forse proprio per quel corso, ero attraversato da sentimenti contrastanti: da un parte ero convinto che la brutta esperienza appena conclusa non potesse corrispondere a tutto l’universo che gira intorno alla scrittura e dall’altra ero ancor più desideroso, forse più di prima, di apprendere nozioni che potessero aiutarmi nella mia passione. Si perché il pensiero dominante, una volta concluso il corso di scrittura, era che tutto sommato nessuno avesse spiegato nulla di concreto, che non ci fosse stato alcun passaggio di informazioni tra allievo e maestro: solo un discutere incessante di passaggi tratti da romanzi famosi e qualche esercizio che, solo alcune volte, veniva effettivamente corretto. Quello che cercavo io erano le basi, cercavo qualcuno che mi insegnasse le fondamenta, che mi mostrasse come muovere correttamente i primi passi. Non posso certo pretendere di imparare a correre guardando uno che corre. Devo alzarmi e imparare step by step, un passo per volta. Leggere un passaggio di Tolstoy o di Dumas può essere interessante e propedeutico, ma di certo non insegna a scrivere ad una persona che si sente acerba o insicura perfino sulla costruzione di un semplice paragrafo.

Qui il fato ha giocato un ruolo decisivo perché, per caso, sono venuto in contatto con un manuale che ha avuto il pregio di farmi ricredere sul fatto che al mondo esistano ancora persone capaci di insegnare e, soprattutto, con la voglia di trasmettere ad altri i loro “trucchi del mestiere”. Il manuale in questione è “Manuale di Scrittura Creativa” di Roberto Cotroneo…che è l’argomento di oggi.

Dopo aver visto che possiamo scrivere di tutto (QUI) e dopo aver capito che il primo passo per una persona che voglia iniziare a scrivere è proprio quello di scrivere (QUI), vediamo oggi quali strumenti possiamo utilizzare, ed è bene imparare, per evitare di essere presi dallo sgomento in questo campo che può essere vasto quanto la fantasia umana. Il manuale di Cotroneo mi è subito piaciuto per un motivo in particolare: il maestro si pone allo stesso livello dell’allievo e affronta l’argomento scrittura in un tono che non diventa mai pesante ne prolisso. Basta dirvi che se una persona volesse leggerlo come un libro e non come un manuale, il tempo necessario per arrivare alla fine non supererebbe la settimana.

scrivereL’autore comincia il suo manuale ponendo l’attenzione sul motivo che porta una persona a scrivere, ad esprimere attraverso l’uso della parola idee o storie che vagano nella sua testa in maniera disordinata. Proprio da questo disordine bisognerà essere capaci di creare una struttura ordinata che sia in grado di rendere chiara e leggibile, anche per una persona che non conosciamo, l’idea originaria. Descrive poi la differenza tra romanzo e racconto e la loro struttura, l’importanza dell’incipit e di una buona descrizione, del punto di partenza per un buon dialogo e della digressione di primo e di secondo grado. Cotroneo continua scrivendo che ogni storia, ogni racconto o romanzo, debba avere un corretto stile narrantivo, che l’autore quindi sappia muoversi su più livelli stilistici in modo tale da poter scegliere, volta per volta, quello migliore. Parla dell’importanza della ricerca e delle fonti per la buona riuscita di un racconto in quanto, se una persona scrivesse solo quello che conosce direttamente, probabilmente scriverebbe un solo grande romanzo o un solo racconto decente. Per ultimo affronta la tecnica del flashback e del flashforward, tecniche capaci di rendere la sequenza temporale di un elaborato non lineare e, per questo, più interessante e meno piatto. L’ultima parte del manuale è dedicata a tutto quello che può accadere una volta terminato il nostro romanzo, ossia la ricerca di un editore, di un agente e del self-publishing.

Sono passati diversi anni da quando ho letto per la prima volta “Manuale di Scrittura Creativa” di Roberto Cotroneo ma, ancora oggi, quando rileggo le sue pagine, trovo ancora validi argomenti da studiare ed approfondire in maniera più pignola. Perché, come tutte le cose, le regole vanno bene, le tecniche anche, ma sopra ogni cosa ci deve essere la pratica quotidiana, quella stessa pratica che porta il nostro gusto letterario ad un livello superiore. Quindi, se è vero che Cotroneo cercherà di spiegarci alcune tecniche per descrivere meglio un ambiente o far muovere nel migliore dei modi un personaggio, la scelta finale, quella che decreterà il successo  o il fallimento del nostro lavoro, sarà solo nostra. Come tutti i manuali, d’altra parte, non possiamo aspettarci che l’insegnante ci possa correggere gli esercizi che vengono proposti capitolo dopo capitolo; dobbiamo sperimentare, provare, cancellare e ricominciare. Dobbiamo affinare la nostra capacità di scrittura, evolvere il nostro linguaggio e dizionario, ma alla fine, quello che più conta, dovremo essere in grado di auto-valutare il nostro operato cercando di dare un giudizio obiettivo su basi solide, quelle stesse basi che l’autore cerca di darci in questo manuale.

Finendo questo articolo rispondo alla domanda che sicuramente vi starà ronzando in testa: perché vi sto consigliando questo manuale. Ve lo consiglio per 3 motivi:

  • Parte da zero ed è un ottimo metodo per approcciarsi in maniera professionale alla scrittura (perché ricordatevi che scrivere è un mestiere e come tale si può imparare…Carver Docet)
  • Perché ogni argomento viene spiegato passo passo, con esempi pratici e con esercizi finali.
  • Perché è scritto in modo tanto leggero quanto preciso, con cognizione di causa e, per ultimo ma non per importanza, l’autore ha ottime credenziali.

 

Roberto_2aRoberto Cotroneo

Tra il 1985 e il 2003 lavora al settimanale L’Espresso, e per quasi dieci anni dirige le pagine culturali, firmando una rubrica di critica letteraria “All’Indice”. È stato inviato del settimanale e poi editorialista per Panorama, l’Unità, Il Sole 24 Ore. Dal febbraio 1988 alla fine del 1989 ha scritto sulla pagina domenicale de Il Sole 24 Ore allora curata da Armando Torno. Firmava le sue recensioni con lo pseudonimo di Mamurio Lancillotto, il vicario criminale del 600 che processò la Monaca di Monza. È stato per alcuni anni conduttore della Mezzanotte di Radio Due, e nel 2010 ha condotto il programma de La7 La 25ª Ora. Tiene una rubrica settimanale su Sette del Corriere della Sera: Blowin’ in the Web. È il direttore della Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss di Roma. Negli ultimi anni alla scrittura narrativa ha affiancato un lavoro di ricerca attraverso l’immagine fotografica. [fonte: Wikipedia]

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