La Cadillac di Dolan

stephen-king-014Bene, dove eravamo rimasti? Ah si…

Prima di tutto scusate l’assenza ma, a volte, la vita reale riesce ad essere più importante di un blog e va da sé che questo mio passatempo venga temporaneamente messo in “disparte”…anche se disparte è un termine che non mi piace affatto.

Comunque, bando alla ciance.

L’ultima volta volevo recensire un racconto di Shephen King, La Cadillac di Dolan. Perché la mia scelta sia caduta su questo racconto è spiegato dal fatto che La Cadillac di Dolan è uno dei pochi racconti dove il maestro dell’horror non inserisce l’elemento fantastico. Non troveremo quindi nessun vampiro, fantasma, strega, pazzo omicida con poteri soprannaturali o sfigate collegiali con poteri telecinetici. No, in questo racconto quello che Stephen King ci mostra è un estratto di realtà, di una ipotetica realtà.

Come ha spiegato lui stesso in diverse interviste, ogni lavoro (non importa che sia un racconto o che sia un romanzo) nasce da una domanda madre, ossia cosa succederebbe se. Nella situazione specifica, la germinazione di questo racconto è avvenuta mentre King era in macchina e procedeva a passo d’uomo a causa di un cantiere che occupava gran parte della carreggiata nonché il lato sterrato alla sua destra. In un’intervista King dichiarerà:

“Un attimo dopo [aver visto il cantiere] avevo l’idea di “La Cadillac di Dolan” ben chiara nella mente, già completamente sviluppata, e nessuno degli elementi narrativi ha mai più subito la minima modifica”.

Il colpo di genio per King è avvenuto associando il cantiere che bloccava il traffico con la macchina che precedeva la sua, una grossa Cadillac verde. “In una fossa così ci starebbe anche una macchina grande come quella Cadillac”, ha detto.

Questo è stata la nascita del racconto. La stesura, poi, è stata tutta un altro paio di mani. Ma andiamo con ordine.

dolanscadillacNelle sessanta pagine che compongono il testo, la vicenda è incentrata su un archetipo molto potente, talmente potente che con molto probabilità, ognuno di noi ha sentito il suo richiamo almeno una volta nella vita. Sto parlando della vendetta. Cosa succederebbe se un uomo normale volesse (e potesse) vendicare la moglie uccisa da un noto gangster?

Il marito di Elizabeth, un insegnate di lettere di una scuola elementare di un paesino vicino al deserto del Nevada, perde la moglie 7 anni prima: la donna aveva assistito ad un omicidio commesso dal malavitoso Dolan. Il crimine non si ferma, si sa, e gli uomini di Dolan, poco prima del processo, uccidono la moglie del protagonista relegandolo al ruolo di vedovo.

Il nostro insegnate, di cui non viene mai detto il nome, decide quindi di vendicarsi e passa gli ultimi sette anni ad osservare e pedinare Dolan, cercando nella sua testa il modo migliore per poterlo uccidere. Purtroppo il suo lavoro non l’aiuta a portare a termine l’intento vendicativo in quanto un insegnante ha molta meno libertà di un gangster ma, nonostante questo, l’uomo è convinto di portare a termine la sua missione. Come è normale che avvenga, la mente dell’uomo comincia ad avvelenarsi tanto che, nella sua testa, la voce della moglie è così viva da sembrargli reale. L’idea, su come portare a termine la sua vendetta, arriva quando il protagonista si trova a costeggiare un cantiere a ridosso di una strada. Vi ricorda qualcuno?

Detto fatto. L’uomo studia nei minimi dettagli come poter sfruttare le capacità di un grosso scavatore e, con l’aiuto di un suo amico, riesce a progettare una buca talmente grande da poter inghiottire la macchina del criminale. Detta così può sembrare facile e banale, ma è stata proprio la volontà di King nel voler rendere il racconto il più verosimile possibile, a trasformare questa idea banale, in qualcosa che ha portato lo stesso scrittore americano ad accarezzare l’idea di abbandonare la stesura del testo. Anche per King sembrava troppo difficile poter spiegare, e rendere credibile, che un uomo comune potesse prendere una ruspa, scavare una buca ed infilarci dentro una macchina uccidendo un noto gangster.

Eppure ce l’ha fatta. Vediamo come.

dolans-cadillac-3Primo punto:

Sul come eseguire una buca abbiamo già risposto. Serviva un grosso scavatore capace di creare una buca nel terreno grossa a sufficienza per poter contenere una macchina. Si, ma non tutti hanno una grossa ruspa in garage, e allora? King adotta uno stratagemma e decide di far lavorare il nostro insegnante in una cantiere durante le sue ferie estive come “lavoro socialmente utile”. Tutto questo un anno prima di poter portare a termine la sua vendetta. Durante quei tre mesi, il protagonista imparerà ad utilizzare ogni sorta di macchinario presente in un cantiere. L’anno dopo, tenendo sotto controllo il bollettino ufficiale dei cantieri presenti sulla statale che attraversa il deserto, il nostro protagonista ha la sua ruspa già pronta. Geniale.

6a00d8341bfd0c53ef00e54f77d8318834-640wiSecondo punto:

Il luogo. Dove potrebbe essere possibile scavare una grossa buca senza essere visti o disturbati o fermati dalla polizia per un controllo? Qui arriva il secondo “trucco” usato da King. Non a caso è stato scelto un luogo vicino al deserto del Nevada, una località dove strade lunghe e dritte si snodano per miglia e miglia all’interno del più solitario deserto degli Stati Uniti d’America. Durante il racconto, King spiega come l’insegnate abbia segnato e tracciato tutti gli spostamenti di Dolan ed abbia scoperto che, almeno una volta al mese, il gangster percorreva quella statale lungo il deserto per i suoi loschi affari. Aspetterà il ponte del 4 Luglio per poter usufruire dei macchinari senza essere disturbato dagli operai del cantiere. Tra l’altro, l’uso obbligato della macchina da parte di Dolan, viene giustificato dalla profonda paura di Dolan verso gli aerei.

immagini-esempiTerzo punto:

I punti fondamentali per rendere credibile il fatto che una macchina si possa infilare in una buca contro la propria volontà sono: nascondere la buca (chi sano di mente andrebbe dritto in un buca senza cercare di evitarla) e che la buca non possa permettere alla macchina, una volta caduta in trappola, di potersi liberare. Per risolvere il primo punto, il protagonista riesce a procurarsi un grosso telo con disegnato sopra un manto stradale. Questo, associato al fatto che il meteo sorriderà agli intenti del nostro insegnante, farà in modo che la Cadillac di Dolan venga inghiottita nella fossa. Il secondo punto, quello per cui è necessario bloccare la macchina senza permettere la sua fuga e l’allontanamento dei suoi occupanti, dove prevedere che la buca abbia una forma conica, quasi ad imbuto: più larga all’inizio e stretta alla fine, così da non permettere nemmeno l’apertura delle portiere. Per fare ciò, il protagonista si è dovuto documentare, proprio come ha dovuto fare King che ha chiesto, a sua volta, l’aiuto del fratello. Quest’ultimo ha spiegato allo scrittore di Best Seller più pagato sulla faccia della terra, che l’unico metodo per permettere che ciò avvenisse, era conoscere e applicare il principio dell’arco di discesa. In questo modo, conoscendo il modello di auto e le sue caratteristiche, ipotizzando una velocità di crociera pari al limite imposto in quel tratto di statale, il nostro protagonista ha potuto scavare una buca con le caratteristiche idonee per intrappolare la Cadillac del criminale, proprio come nei suoi piani.

stephen-king-77639Mi fermo qui, anche se ci sarebbero molti altri particolari da analizzare. Infatti questo racconto, a parte essere una gradevole lettura, è estremamente interessante da un punto di vista tecnico. Lo stesso King ha ammesso che ricercare tutte le informazioni necessarie, chiedere l’aiuto al fratello maggiore, cercare di mettere tutto insieme e rendere il tutto credibile ed esteticamente gradevole, è stato un lavoro arduo anche per lui.

Buona lettura!

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