Il Ritorno del Re -con dedica a R.A.-

dolans-cadillac-3

Non vi preoccupate, l’articolo di oggi non ha niente a che vedere con la trilogia sul Signore Degli Anelli ne tanto meno su Tolkien o il mondo fantasy in generale. Magari ne resterete delusi oppure no, a voi la scelta.

Oggi voglio andare un po’ a ruota libera anche se, come di consueto, una mini recensione ci sarà, e sarà incentrata sul racconto di Stephen King “La Cadillac di Dolan”. Prima di arrivare a parlare del racconto, però, vorrei spiegarvi il motivo del titolo.

Ho scoperto Stephen King alle superiori, più precisamente nelle vacanze estive tra il primo anno ed il secondo. No, non è come si potrebbe pensare, non mi sono recato in una libreria per acquistare un libro per l’estate ne, tanto meno, morivo dalla voglia di leggere un libro durante i mesi estivi. Ero ancora nella fase in cui un gelato, un gruppo di ragazze e tutto il pomeriggio passato insieme agli amici era un’attrattiva migliore rispetto a qualsiasi libro scritto fino a quel momento. Senza divagare troppo, stavo dicendo che io, King, l’ho conosciuto un’estate perché fui obbligato a leggerlo: erano i miei compiti di italiano per le vacanze estive. Qui ci sarebbe da aprire una parantesi grossa almeno una ventina di pagine ma vedrò di condensare il tutto in poche righe.

leiilfumoR.A. sono le iniziali delle mia prof. di italiano durante il biennio delle superiori. Sinceramente non so che fine abbia fatto ma una parte di me spera che non sia cambiata di una virgola perché il suo atteggiamento, al limite della sociopatia, è stato dannatamente stimolante per me. Era un essere piccolo e dalla corporatura esile, carnagione chiara e con un fare calmo che la contraddistingueva da tutti gli altri professori. Portava fuseaux neri ed un maglione che le scendeva fino a metà coscia, anch’esso nero. I capelli erano a caschetto, poco sotto le orecchie, perennemente spettinati e tenuti insieme da un paio di occhiali a lente larga. Sia i capelli che gli occhiali, manco a dirlo, erano neri. Molte volte si alzava lasciando la cattedra, andava vicino alla finestra, la apriva (che fosse Gennaio, Febbraio o pieno Novembre non era un suo problema) e si metteva a fumare metà sigaretta. Le sigarette lei le fumava così: alla finestra e solo per metà. Capite bene che un personaggio del genere, in un ragazzo di 14 anni, può far nascere due sentimenti diametralmente opposti: o terrore allo stato puro, oppure curiosità. Io fui fortunato perché capitai nella seconda categoria.

Se la conoscevi, o meglio, se ti permetteva di prendere un minimo di confidenza, capivi subito che quella donna era una spanna sopra lo standard del professore medio italiano. Capivi anche che la sua voglia di trasmettere la curiosità per “il non conosciuto” era qualcosa che andava oltre la sua materia di insegnamento e capivi anche, infine, che il programma fornito dal ministero per l’anno scolastico in corso, era solo una lista da tenere nel registro che non obbligatoriamente doveva essere seguita alla lettera. Per questo e per altri motivi, il nome di King era uscito quasi subito durante le sue lezioni, un po’ perché noi ragazzi eravamo ancora impressionati dal film tratto da IT ed un po’ perché, a detta sua, era il più grande romanziere in circolazione. Non contenta di instillare il sospetto ed il dubbio nelle nostre giovani menti, ci appioppò per l’estate la lettura di un romanzo dell’autore americano (potevamo scegliere noi quale). Da bravo ragazzo che ero, mi recai in libreria e comprai un libro che in copertina riportava un cowboy o un pistolero: il libro era L’ultimo Cavaliere. Adesso, pur sforzandomi, non ricordo assolutamente nulla della trama, dei personaggi, dell’ambientazione e di tutto il resto. L’unica cosa che ricordo è che mi fece proprio schifo. Il problema è che, di quel libro, avremmo dovuto fare un ricerca da presentare poi a settembre, una mini tesina andando a spulciare tutto il libro. Lavoro immane per un 14enne che voleva andare a zonzo con gli amici inseguendo ragazze e mangiando gelati, senza contare la difficoltà intrinseca di leggere un intero romanzo in soli tre mesi (impresa titanica per me all’epoca).

Andò tutto bene fortunatamente, la tesina era sufficiente ed io mi apprestai ad iniziare un nuovo anno con un bel voto, insieme alla mia Prof. preferita. Perché si, R.A. era la mia Prof. preferita. Anche se non comprendevo in toto i suoi metodi o le sue tecniche di insegnamento aveva dalla sua il più grande dono che un professore può avere: ti ascoltava sempre e credeva in te. Non le importava che tu fossi il primo della classe o l’ultimo: per lei, tutti avevano del potenziale. C’era solo da scavare un po’.

313117642Al secondo anno, durante le lezioni di italiano ci obbligò a leggere Misery Non Deve Morire. Ok, ammetto che scritto così può sembrare il ritratto di una persona “poco assennata” ma vi posso assicurare che non ho mai amato le lezioni di italiano tanto quanto quel periodo. Leggevamo un pezzo e lo commentavamo insieme, criticavamo guidati dal suo occhio critico ed era incredibile, per me, quanti particolari venissero portati alla luce. L’estate successiva, per essere fedele al suo personaggio, non assegnò compiti: noi saremmo passati al triennio, avremmo cambiato insegnate e sarebbe stato inutile assegnare compiti senza la possibilità di correggerli. Si, R.A. è stata di sicuro la mia Prof. preferita.

Sono passati 23 anni da allora eppure R.A. me la ricordo bene ancora oggi (a differenza de L’Ultimo Cavaliere). Ad essere onesto, credo di aver cominciato a scrivere proprio grazie a lei, durante le letture di Misery Non Deve Morire. Pensavo, leggendo i tratti scritti a mano, che in fin dei conti non era poi così difficile scrivere e che forse sarei riuscito a farlo anche io. Ovviamente mi sbagliavo, e sbagliavo di grosso, però il tarlo della scrittura si insinuò in me in quel momento, 23 anni fa.

Mi sono accorto solo ora di aver scritto troppo. Mi ero ripromesso di scrivere solo alcune righe di introduzione ed invece ho occupato tutta la lunghezza dell’articolo ed ora mi trovo nell’impossibilità di continuare a scrivere la recensione che avrei voluto. Pazienza, mi fermo qui e rimando la critica del racconto “La Cadillac di Dolan” al prossimo articolo.

P.S.: Se mai R.A. dovesse passare su queste pagine, credo proprio che si farebbe delle grasse risate…per poi andare alla finestra a fumare la sua metà sigaretta.

Annunci

2 pensieri su “Il Ritorno del Re -con dedica a R.A.-

  1. Anch’io iniziai a leggere King nei primi anni delle superiori. Il primo libro che lessi fu le Notti di Salem. Allora ero presa con l’horror, venivo dal periodo cinema Nightmare. So che andai in libreria e cercai appunto un libro che facesse paura e le Notti di Salem mi colpì per la copertina. Da lì nacque la mia passione per Stephen King. Seguirono Ossessione, Carrie, Cujo, La metà oscura, Quattro dopo mezzanotte, La lunga marcia… non smisi di comprare ogni suo libro che veniva pubblicato per oltre dieci anni. Poi un po’ mi stufai, ma di certo la passione per la narrativa e la scrittura mi venne da lì.

    Per quanto riguarda la tua insegnante, credo che ti abbia dato davvero tanto. Gli insegnanti di questo genere hanno la capacità di tramettere qualcosa oltre che insegnare, sono quelli che fanno la differenza.

    Mi piace

    • Ciao Silvia…
      Si, sono stato fortunato.
      Ogni tanto si ha l’onore di incontrare persone che hanno il potere di “svegliarci”, di incuriosirci. R.A. non è stata l’unica ma sicuramente il binomio insegnante-personaspeciale ha un potere (ed un attrattiva) maggiore.

      Curioso il fatto che abbiamo a leggere King nello stesso periodo…

      A presto.

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...