Scrittura – da dove si comincia –

how-to-become-a-writerE’ con un po’ di timore, e con rispetto reverenziale, che mi appresto ad iniziare il mio primo articolo dedicato alla scrittura. Dovrei essere l’ultimo a parlare di questo argomento visto che non posso annoverare, nel mio Palmarés, nessun titolo di Best Seller ne tanto meno definirmi uno scrittore professionista…al massimo anonimo (battuta tanto scadente quando scontata). Dicevamo…Non posso certo ergermi a colui che tutto sa e che tutto vede, anzi, direi proprio che ne so davvero poco, ma sono curioso e questa mia curiosità mi ha portato ad informarmi, prima, e a studiare qualcosa, poi. Voglio solo condividere, con chi avrà la pazienza di leggere, alcuni mie esperienze personali per quanto riguarda la scrittura e il mio approccio verso di essa.

Il titolo del post vuole essere il punto di partenza: da dove si comincia. La risposta non può che essere una, ossia dall’idea.

Prima di sedere alla vostra postazione da scrittore/scrittrice, che sia davanti ad un pc o, più romanticamente parlando, davanti ad una macchina da scrivere, voi sapete già cosa scrivere. Magari non sapete ancora come scriverlo, magari non avete ben chiaro come andrà a finire l’intera faccenda (una situazione che amo particolarmente), magari non avete ancora scelto che tipo di narratore utilizzare o vi state arrovellando per capire che tipo di stile sia più consono alla vostra idea ecc ecc. Ma, nonostante queste domande ed altre mille che potreste avere in testa, in un angolo minuscolo del vostro cervello, tra una cellula grigia e l’altra, l’idea che è germogliata in voi è lì che si mostra in tutta la sua embrionale gloria.

imagesPer il momento fermiamoci qui, a questo stadio. Molti, e per molti intendo quelli che scrivono per diletto o sono alle prime armi (proprio come me), spesso non credono di scrivere se non stanno effettivamente picchiando contro qualche tasto della propria tastiera. E’ una convinzione che avevo anche io fino a qualche anno fa. Ho capito il contrario quando, davanti al pc, mi sono accorto che passavo interi minuti a meditare su come avrei dovuto muovermi all’interno della storia, pensavo a cosa far dire a Tizio e Caio, cercavo di rendere migliore l’ambientazione nella mia testa e via di questo passo. In poche parole, alzavo le mani dalla tastiera e pensavo…indi non stavo scrivendo. Col tempo, e con tanta pratica, ho capito che più il lavoro di preparazione è certosino in fase preliminare (non importa se stiamo affrontando la stesura di un romanzo o un racconto), tanto più spedita sarà la fase di stesura del testo. Con questo voglio dirvi, e voglio tranquillizzarvi, che pensare alla vostra idea, pensare a cosa scrivere, è già di per sé scrivere.

Ok, ma cosa pensare? Quale idea può essere buona per un racconto o per un romanzo?

Ammetto che questa domanda mi ha tormentato a lungo. Ogni argomento che credevo poter essere degno di nota, dopo qualche istante (se non subito) mi sembrava noioso, banale o troppo frivolo. Allora accantonavo l’idea e ne cercavo un’altra per cadere, manco a dirlo, nello stesso tranello. Ancora, ancora e infine…ancora. Qui, per fortuna, è arrivato in mio aiuto Borges (all’anagrafe Jorge Luis) il quale afferma:

Quattro sono le storie. Per tutto il tempo che ci rimane, continueremo a narrarle, trasformarle” 

Oh, santo Borges! Mi ha liberato di un peso. Se prendiamo per vero quanto appena scritto (senza entrare nelle mille domande che un’affermazione del genere può generare), allora possiamo stare tranquilli perché è normale pensare che sia già stato scritto tutto. Non solo: è normale pensare, per logica conseguenza, che molti hanno ripetuto cose già scritte. Questo solo per dire che qualsiasi idea vi venga in mente, anche quella che reputate più originale o più geniale, probabilmente è già stata affrontata (magari con caratteristiche diverse se siete fortunati, o pari pari se lo siete meno). Attenzione: non prendete tutto ciò come un elemento negativo, come una scusante per dire l’hanno già scritto. Usatelo, invece, per convincervi che l’idea che avete avuto è degna di attenzione, che può, anzi deve, essere sviluppata proprio perché altri, prima di voi, l’hanno fatto.

images (1)E’ in questo stadio, di solito, che arriva l’epifania. E’ un pensiero che arriva rapido e si ferma esattamente al centro del cervello e non se ne va più. E’ la consapevolezza che potete scrivere di tutto, anche dell’argomento che prima pensavate più insulso o per il quale provavate una certa avversione. E’ una pensiero che vi apre un mondo intero di possibilità e quando lo farete vostro, questo concetto, sarete storditi da tante (forse troppe) possibilità. Un po’ come andare in pizzeria e continuare a fissare il menù per interi minuti perché ci sono troppe pizze: si rimane paralizzati all’inizio.

Ora, seguendo un ipotetico percorso logico, si arriva alla conclusione che non è importante cosa trattare, quale storia raccontare (un’idea vale l’altra verrebbe quasi da dire). L’elemento che fa la differenza, quindi, non è la sostanza ma la forma; non è l’idea in sé ma, piuttosto, come viene sviluppata, come viene scritta. Quante storie d’amore sono state scritte nella storia della letteratura? Quanti film sono stati girati su questo argomento? Infiniti, nessuno può rispondere con una cifra esatta. Ma, nonostante questo, Romeo e Giulietta li conosciamo tutti, capite cosa voglio dire?

Detto questo, se posso darvi un consiglio dal basso della mia inettitudine, credo sia meglio saper scrivere (e saper scrivere bene sarebbe ancora meglio) piuttosto che avere una spiccata originalità e non saperle dare forma. Certo, il connubio ideale sarebbe un perfetto equilibrio tra le due cose ma, se davvero fosse così facile averlo, saremmo tutti degli Stephen King o dei piccoli Tolkien, non credete?

P.S.: Ho tralasciato volontariamente l’elenco delle famose 4 storie.  A voi la ricerca…

 

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2 pensieri su “Scrittura – da dove si comincia –

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