Cinque motivi per non ascoltare un altro lettore

lettoreLo so, molti di voi storceranno subito il naso alla sola lettura del titolo di questo post, ma proprio per questo, ritengo che affrontare questo tipo di argomento possa risultare molto interessante…per lo meno potrebbe essere l’occasione per capire se sono il solo a pensarla in questo modo.

Il motivo per cui, i puristi, saranno in completo disaccordo con me è il fatto che la lettura ad alta voce permette di godere di un elemento che, la lettura silenziosa non potrà mai eguagliare, ossia la musicalità della singola parola, e poi dell’intera frase. Sono d’accordo, è un ragionamento che non fa una piega e, soprattutto in poesia, trova il suo apice. Ma bisogna ricordare che la musicalità che noi ricerchiamo è quella che più conosciamo, ovvero quella che è data dall’intera gamma di suoni che la nostra lingua (madre) ci mette a disposizione. Se stiamo leggendo, ad esempio, un autore italiano allora sarà bello scoprire ed ascoltare le parole che lui (o lei) ha scelto e, una lettura a voce alta, ci potrà regalare delle bellissime emozioni. Ma se, al contrario, stiamo leggendo un libro di un autore straniero dovremmo stare molto attenti cercando quel tipo di musicalità in quanto, pur essendo tradotto nel migliore dei modi, quell’aspetto del testo viene a cadere. Non a caso nei libri di poesia è sempre presente, vicino al testo tradotto, il testo in lingua originale. Sarà un caso? Non credo…

Vediamo quindi perché preferisco una lettura personale e silenziosa rispetto ad una condivisa (a voce alta).

  • HO LA MIA VOCE INTERIORE

Non so se capita solo a me o se è una reazione condivisa, ma quando leggo (che sia un libro, un fumetto o un articolo su internet) ho comereader la sensazione di sentire una mia voce interiore. Ha una sua tonalità, un sua cadenza ed è molto seducente ascoltarla mentre scivola tra i paragrafi. E, cosa ancor più importante, non commette mai errori a differenza di quello che potrei fare io ad alta voce se fossi costretto a leggere anche solo un paragrafo. Ci sono affezionato, o forse è più corretto dire che sono abituato a leggere ascoltando quel tipo di voce quindi, se mi dovessi trovare ad ascoltarne un’altra, credo che il piacere della lettura sarebbe, magari anche solo in minima parte, compromesso.

  • SI BANALIZZA

Provate a leggere silenziosamente questa frase di DostoevskijIl tuo amore è sceso su di me come un dono divino, inatteso, improvviso, dopo tanta stanchezza e disperazione. Ora, tralasciando il fatto che ad una persona possa piacere o non piacere l’autore russo, ma tutti conosciamo bene le pene d’amore. Infatti, ad essere onesti, chi di noi non ne ha subito la furia almeno una volta nella sua vita. Ovviamente non andiamo a sbandierare questo fatto ai lettore-classicoquattro venti, soprattutto noi maschietti, ma in cuor nostro lo sappiamo. Quindi se leggiamo una frase di questo tipo, possiamo capire che quelle parole scritte sono di una verità quasi assoluta e che dono divino non è un termine esagerato se pensiamo al nostro stato d’animo quando siamo (o siamo stati) innamorati. Anche l’uso del termine disperazione posto alla fine della frase acquista una sua veridicità proprio per tutto quello che ho detto poco fa. Ma…c’è sempre un ma. Provate a far leggere la stessa frase a qualcun altro, ad alta voce. Tutto sembrerà più banale, poco introspettivo.

  • Il RITMO E’ TUTTO

A meno che non vi troviate difronte al grande Vittorio Gassman (o un altro professionista come lui) è molto difficile che voi possiate apprezzare la lettura altrui, anche per una questione di ritmo. Qui torniamo, in parte, al punto 1, alla nostra voce interiore. Proprio perché siamo abituati al nostro procedere che ci sembrerà strano, se non addirittura difficoltoso, abituarci ad una voce estranea. Ovviamente, nel caso in cui la voce esterna, sia migliore della nostra (come avviene quando si ascolta Gassman) allora le cose si invertono.

  • EMPATIA

Qui mi devo riallacciare al punto 2, al pericolo di rendere banalelettore 2
anche un concetto profondo. Non è un fattore che possiamo controllare a livello conscio, un po’ come quando una persona ci risulta simpatica a pelle ed un’altra no. Lo stesso avviene per il lettore esterno o per la sua voce. Se siamo fortunati da instaurare subito un certo tipo di legame, se ci sentiamo vicini a lui (o a lei) allora potremmo godere del suo ascolto ma, nel caso in cui questo non avvenisse, potremmo correre il rischio di non gustarci il brano letto.

  •  IL SILENZIO E’ IMPORTANTE

Infine, ma non per importanza, forse l’elemento che mi silenziopiace di più sopra ogni cosa, il silenzio. La pace che si crea quando leggiamo il nostro libro preferito, la calma che sembra regnare nella stanza dove ci troviamo e il relax che, pagina dopo pagina, ci sembra pervadere sono elementi impagabili. Forse è per questo che si dice che la lettura insegna a stare con se stessi, a sopportarci.

 

Sono stato troppo di parte in questo post?

 

Annunci

6 pensieri su “Cinque motivi per non ascoltare un altro lettore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...